Pubblicato da: azione cattolica di oderzo su: 27 settembre 2011
Anche noi come Giona, ovvero “pronti a partire”, giovedì 14 luglio ci siamo avventurati verso Auronzo, più precisamente verso casa Cimacesta, dove, una volta scaricate le valige dalle corriere e dato il cambio ai nostri amici più piccoli, è iniziato il terzo campo di 4° e 5° elementare, “capitanato” dalla nostra capo campo Giulia, dall’assistente don Andrea, il capo casa Gianmarco, 13 animatori e ben 96 ragazzi, provenienti da tutta la diocesi. La settimana è stata tutta incentrata sulle avventure del profeta Giona. La sua storia inizia con la chiamata del Signore affinché egli si rechi a Ninive, la grande città capitale dell’Assiria, nemica di Israele, a predicare il giudizio di Dio se gli abitanti non si fossero convertiti. Il profeta però si rifiuta e fugge verso Tarsis, ma durante il viaggio la nave viene investita da una tempesta (che rappresenta l’ira di Dio verso quel rifiuto). A questo punto Giona si pente, svelando ai compagni il motivo della tormenta. Sarà gettato in mare e salvato da un grosso pesce. Si recherà poi a Ninive a compiere il suo dovere facendo così convertire i Niniviti. Ritornando al campo, tante sono le attività e i giochi fatti insieme in questa settimana, tutti momenti di divertimento, ma anche di riflessione e conoscenza reciproca. Nei primi giorni abbiamo infatti iniziato a costruire nuove conoscenze ed amicizie, considerando le diversità di ognuno non come ostacoli ma come punti di forza. Questi nuovi legami si consolidano e rafforzano nell’escursione del sabato, una camminata che a prima vista può sembrare faticosa ed impegnativa, ma che, se vissuta insieme, diventa molto più facile e divertente; e una volta arrivati a destinazione l’impegno di tutti è stato premiato con dei buonissimi panini e lo splendido scenario delle tre cime di Lavaredo. E così si arriva a domenica, quando già di buon ora iniziano ad arrivare i genitori, ma non solo, anche altri animatori per trovare i ragazzi, partecipare alla S. Messa, pranzare, giocare e trascorrere un po’ di tempo insieme. Altri momenti significativi sono stati la veglia, celebrata nel cortile della casa, dove, raccolti attorno ad un solo cero acceso abbiamo riflettuto sulla “luce” del Signore (rappresentata appunto da quella fiammella accesa in mezzo a noi) che in ogni momento della nostra vita illumina il nostro cammino e ci indica sempre la strada giusta da intraprendere, e le confessioni del martedì, con le quali abbiamo presentato a Dio i nostri peccati e ne abbiamo chiesto perdono così da poter vedere meglio la Sua luce, proprio come i Niniviti, che con la conversione hanno scelto la via giusta. Ed in un attimo 7 giorni sono passati, e così eccoci giovedì 21 pronti a ritornare a casa, ragazzi ed animatori con il cuore pieno di bellissimi ricordi, emozioni, amicizie, momenti di gioia e felicità, il tutto con un po’ di tristezza ma soprattutto con la promessa di ritrovarsi presto, utilizzando una metafora, di “tenere il filo”. Tenere il filo con l’anno di acr appena concluso in parrocchia, ma anche con quello nuovo che inizierà. Perché un camposcuola è anche questo: un ponte tra un anno e l’altro ma anche tra la realtà parrocchiale ed esterna, ed il bello è che di fronte a questo ponte nessuno è solo! Il cammino di ognuno (animatori compresi) si intreccia con quello di tutti gli altri compagni che affronteranno insieme questa avventura aiutandoci e regalandoci momenti indimenticabili.
Carlo.